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Juve, oggi si decide il futuro di Ferrara

Messaggio  Admin il Lun Gen 18, 2010 9:00 pm


Juve, oggi si decide il futuro di Ferrara
Il tecnico non è ancora riuscito a dare una precisa identità tattica. John Elkann oggi interverrà per dettare la linea.
Dietro la facciata, dove la fi­ducia a Ciro Ferrara è esposta in mo­do ufficiale, nel palazzo della Juventus si discute e matura il futuro, che po­trebbe anche non avere più il volto spaesato del tecnico napoletano. E’ un’altra partita che attende l’allenato­re e che, molto probabilmente già nel­la mattinata di oggi, sarà al centro di un’approfondita e definitiva riflessio­ne da parte della dirigenza, in stretto contatto con la proprietà, decisa a scen­dere in campo dopo l’ennesima sconfit­ta e la angosciante prospettiva che le brutte figure ( quelle che Chiellini ha etichettato in modo meno raffinato, ma forse più efficace) continuino, provo­cando danni gravi e sempre meno repa­rabili. Già nella serata di ieri, nel char­ter che dall’aeroporto Valerio Catullo di Verona ha riportato la Juventus a Torino, c’è stato un primo e importan­te consulto dei vertici dirigenziali coor­dinato da Roberto Bettega, che come plenipotenziario dell’area sportiva è chiamato a governare in prima perso­na l’unità di crisi.

I RISULTATI - La situazione è grave. I risultati negativi stanno assumendo proporzioni storiche e contorni preoc­cupanti. La Juventus da ieri sera è fuo­ri dalla zona Champions League e ha subito il sorpasso della Roma, reso an­cora più bruciante considerando il fat­to che sulla panchina giallorossa c’è il tecnico cacciato a due giornate dalla fi­ne dello scorso campionato. La prospet­tiva di non partecipare, nella prossima stagione, alla più munifica delle com­petizioni europee è umiliante dal pun­to di vista sportivo e devastante sotto il profilo economico. La Juve non se lo può permettere: vorrebbe dire ridimen­sionare il mercato, rivedere i piani, fa­re un passo indietro nel processo ( per altro già rallentato) di ricostruzione di una squadra vincente.

L’ALLENATORE - Alle radici di questa crisi, la peggiore attraversata dalla Ju­ventus nell’ultimo ventennio ( solo la stagione di Maifredi è paragonabile e cadeva giusto diciannove anni fa), ci sono molteplici ragioni, ma la questio­ne dell’allenatore è una di quelle noda­li e, fatalmente, una delle poche sulle quali si può agire nell’immediato. E’ evidente il disagio tattico della squa­dra, per altro denunciato dagli stessi giocatori che neppure troppo fra le ri­ghe si esprimono a proposito della dif­ficoltà a contrastare gli avversari in modo adeguato. L’impressione è che Ferrara abbia perso il grip sulla squa­dra, sempre più disorientata, incapace di reagire ed esposta a sconfitte che minano la tranquillità dei giocatori stessi, sempre più insicuri e spaventa­ti. Perdere contro il Chievo ( mai suc­cesso nei quindici anni in cui il minu­scolo club si è ritagliato la sua favola fra i grandi del calcio), così come contro il Catania in casa ( eguagliando un re­cord negativo vecchio di quarant’anni) rappresenta un attentato all’autostima collettiva di un gruppo che si sta sfari­nando anche dal punto di vista psicolo­gico. Oggi verranno riesaminate le pos­sibile alternative, da Guus Hiddink ( spaventano gli altissimi costi) ai no­mi dell’eventuale traghettatore.

IL MERCATO - Oltretutto, le milanesi che si fanno meno male, comprano pu­re di più. Nel mercato di gennaio l’In­ter ha, per ora, portato a casa Pandev ( che ha segnato e fatto segnare nelle prime due partite giocate) e il Milan ha ingaggiato il motivatissimo Beckham ( pure lui utile alla causa). Per tacere della Roma, che sta davanti alla Juventus anche grazie ai gol di un certo Luca Toni, centravanti recupera­to dal Bayern Monaco, un paio di setti­mane prima che i bianconeri prendes­sero Michele Paolucci dal Siena ( che, per quanto ieri sia stato fra i meno peg­gio e sia un giovane di assoluta pro­spettiva, non si può paragonare ai tre rinforzi citati prima).

LE DECISIONI - Lo scenario è fosco, in­tervenire drasticamente è obbligatorio, trovare una soluzione urgentissimo. Nella settimana della sfida con la Ro­ma, diretta concorrente per la qualifi­cazione Champions League, potrebbe passare uno degli ultimi treni per sal­vare il salvabile ed evitare lo sfascio totale. Il progetto di una rifondazione meglio ponderata e programmata da attuare in estate forse non può atten­dere così a lungo

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